Principessasulpisello
Genio e follia hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri.
Arthur Schopenhauer (via psycho91vs)
Ciò che desidera non è infatti il cibo, a cui l’anoressica non a caso, come abbiamo visto, decide di preferire il niente, ma l’amore, il desiderio dell’Altro (ed è proprio il riconoscimento di questo elemento, mai indolore, a segnare effettivamente, quando viene elaborato a fondo, un passaggio essenziale nella cura). Desiderio che l’anoressica tende paradossalmente a cancellare proprio perché il desiderio dell’Altro non offre alcuna garanzia, perché dell’Altro non ci si può fidare, perché non esiste un sapere che permetta all’essere umano di orientarsi rispetto all’enigma costituito dal desiderio dell’Altro. Perché il desiderio dell’Altro è nella dimensione fuori-controllo della contingenza. Esso, cioè, non può essere concepito secondo lo schema eternamente uguale della necessità. Secondo lo schema che fa, per esempio, ruotare i pianeti intorno al sole così come spinge gli animali a nutrirsi quando hanno fame.

M. Recalcati, L’ultima cena

accettare la contingenza è una lotta quotidiana

(via wandering-in-wonder)
xanab:

 
Nulla è più difficile per un uomo della rinuncia ad un piacere già provato una volta. In realtà non possiamo mai rinunciare a qualcosa, possiamo solo sostituire una cosa ad un’altra.
Sigmund Freud, Il poeta e la fantasia. (via psycho91vs)

Hanno sempre il loro perché

Terme di Saturnia

Terme di Saturnia

Pitigliano by day

Pitigliano by day

There are instincts which are deeper than reason.
Arthur Conan Doyle (via kamasitra)

renaissance-art:

Details from Botticelli’s Birth of Venus, Part II (Part I)